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domenica 27 novembre 2016

Basilicata: Evento Internazionale sul Turismo Accessibile.

Evento Internazionale Turismo Accessibile - Basilicata



Si è tenuto lo scorso 19 e 20 Novembre in Basilicata tra Novasiri e Matera l'interessante Evento Internazionale sull'accessibilità in viaggio. Un evento che ha avuto importanti temi sociali e strettamente connessi alle nuove forme di turismo.
Onorata di aver partecipato come fondatrice del Destination Blog Viaggi del Milione tanto è rimasto di questo importante confronto culturale. 
Personaggi che fanno rientrare nelle loro priorità progettuali l'accessibilità in viaggio, l'attenzione al multiculturalismo e l'inclusione per tutti.
Il primo confronto ha avuto come protagonisti Rabbino Piperno Umberto Capo Centro-Sud Italia, prof. Lorenzini Sharif Presidente Comunità Islamica d'Italia, Don Pennaso Valerio Direttore Ufficio Nazionale per i Beni Culturali ecclesiastici e l'edilizia di culto, Alessandro Cannavò del Corriere della Sera ha moderato la prima parte dei lavori.
Interessanti ed educativi gli argomenti trattati, in tale sede vi racconto alcuni degli interventi che hanno attirato di più la mia attenzione.

Rabbino Piperno Umberto definisce il Turismo come un qualcosa di fondamentale "l'uomo con la sua identità camminando per la strada acuisce la capacità di scoprire luoghi e culture.Quando c'è la meta e l'incontro con la possibilità di capire chi siamo, allora il turismo diviene qualcosa che va al di là dell'impressione". 
Secondo Rabbino Piperno Umberto, "in Israele grandi sforzi si compiono per l'accessibilità con una interazione diretta con croce rossa locale e agenzie specializzate, affinché le strutture siano attrezzate per tutti.
L'Italia è un ponte naturale che ha portato la dimensione europea nei paesi israeliani. Il viaggio è una dimensione per collegarsi al passato. Allo stesso tempo, l'Italia rappresenta  anche importante testimonianza del collegamento del passato al mondo israeliano, esempi ne sono diversi come le catacombe ebraiche a Metaponto e Venosa. Vi è un tessuto di produzione ebraico in Italia. La tradizione italiana vende il manto di seta, con diffusione del baco di seta, ecco, quindi che piccole riscoperte tradizionali insegnano il sentimento della cooperazione, dell'unità e della pace, ma soprattutto il forte legame che viene dal passato". 
Rabbino quindi mette in evidenza come si possa sempre più procedere verso le inclusioni culturali, intendendo per Turismo accessibile anche questa forma di ritrovarsi attraverso i legami di origine storica.

Interessante anche l'intervento del Prof. Lorenzini (Imam), che porta un'importante testimonianza quale quella della sua storia una volta approdato in italia, un importante esempio di come a volte la storia sia diversa, abbia impronta sociale e solidale forte. Egli racconta della sua adolescenza, quando in un contesto politico sociale difficile, periodo della guerra del golfo, emigrò dal Medio Oriente alla ricerca di un futuro migliore. Approdò a Bari nel 1993, dove chiese asilo politico, successivamente fu adottato da una famiglia che lo prese a cuore, la famiglia Lorenzini. Egli definisce l'Italia "come un porto fertile per l'accoglienza con imponenti principi morali e religiosi, terra di riscoperta dell'islam e della solidarietà. Viaggiare consente l'interscambio culturale e l'incontro umano fa parte della cultura islamica. Anche nell'Islam la solidarietà è uno dei pilastri, si cammina alla velocità del più debole, del più piccolo. Il concetto di clemenza è fondamentale come il badare alle esigenze di tutti". 
Ascoltando la storia del prof. Lorenzini Sharif, ho percepito il desiderio di camminare insieme verso i sentieri e le strade dell'inclusione e del multiculturalismo, la sua storia è un esempio importante di direzione ideale che dovrebbe essere presa in merito all'accessibilità e all'accoglienza.

Don Pennaso Valerio, ha dato il suo contributo all'evento circa l'importanza degli itinerari religiosi, partendo da pensieri legati al giubileo, " che porta con se riti e modi che antropologicamente condizionano gli atteggiamenti comuni. Le azioni di culto e i pellegrinaggi oggi hanno un approccio nuovo, con un cambio di prospettiva che come afferma il Papa, al centro di tutto vi è la persona. Un atteggiamento decisamente innovativo. Si passa dal centro alle periferie, questo è l'orientamento di questo pontificato. Ecco che, quindi, gli itinerari non si fanno a tavolino, ma si realizzano partendo dalle persone che vivono nei luoghi, proprio come emblema di mantenimento della propria identità con il luogo. L'attenzione all'accessibilità è un modo per ridare identità alle persone che vivono in quel luogo, in quella determinata area.
L'itinerario è valore aggiunto alle realtà artistico-culturali con attenzione alle persone e alle comunità, ove il luogo deve essere accessibile sotto tutti i punti di vista.

Il Dottor Dino Angelaccio, tra gli organizzatori di questo interessante evento, ha marcato il concetto di accessibilità come qualcosa di universale come racconto della diversità umana vista come ricchezza, quando l'accessibilità viene applicata mette insieme estetica e funzionalità garantendo benessere. Far si che un sito sia adeguato e accessibile permette una crescita del luogo dando un'immagine nuova dello stesso, ricomprendendo i bisogni di tanti nell'esperienza turistica, con una contaminazione culturale che potrebbe permettere cambiamenti importanti. Secondo Dino Angelaccio, "il crocevia deve essere Matera, un progetto portato avanti con l'aiuto delle istituzioni e con motivazioni tali che lo traguardavano con un successo preventivato. L'accessibilità costituisce un volano culturale che contribuisce ad un benessere diffuso. L'accessibilità dovrà essere un potente brand per farsi conoscere al mondo".
L'intervento del dott. Dino Angelaccio è stato ancora più incisivo sull'importanza dell'accessibilità in viaggio, un  qualcosa che negli anni a venire ovunque in Italia non può essere trascurato. Una nuova ottica di miglioramento e di crescita per paesi e per comunità.

Tra i presenti anche l'Onorevole Vice Ministro dell'Interno che ha dato il suo contributo al confronto culturale  con un intervento sulla situazione migranti: " la storia dell'umanità è una storia di migrazione, dove le paure trasmesse complicano la gestione di situazioni che di origine non sono semplici. La presenza di immigrati non deve essere un modo per alimentare egoismi che distruggono i patrimoni che la storia ci consegna. La sensibilità dei cittadini non deve essere oscurata dalla trasmissione di paure. Bisognerebbe favorire percorsi di accoglienza con principi di civiltà e con alimentazione di percorsi di accoglienza. Un atteggiamento culturale rivolto al rispettarci di più, comprenderci e conoscerci meglio per alimentare un clima di fiducia. Ciò serve non solo per affermare i principi della costituzione, ma anche per ragioni di convenienza. Crescita e sviluppo possono raggiungersi attraverso:  una nuova ed evoluta dimensione culturale, capacità di condivisione e impegno comune per migliorare le condizioni di benessere.
E' importante sconfiggere chi vuole affondare le speranze, ciò è possibile mettendo in campo eccellenze e qualità umane dei contesti sociali, la cooperazione un elemento di unione affinché la qualità di vita di ciascuno migliori". 

Antonio Malafarina uno dei moderatori del secondo panel dell'evento, mi ha colpito molto il suo pensiero sull'accessibilità, egli ha affermato che "quando noi pensiamo alla progettazione universale non pensiamo mai che tutto deve essere accessibile, tutto il mondo e tutte le realtà dovrebbero essere accessibili, senza, concentrarsi su un singolo elemento, bensì sul totale, l'universalità sta in questo. 
Il Turismo che è fatto di tanti turismi dal punto di vista religioso e dell'accessibilità deve essere visto come accesso più ampio alla spiritualità, oltre i soliti fare e modi di essere".

Infine, uno degli interventi più coinvolgenti, secondo il mio parere, è stato quello del Dottor Gianni Bastianelli Direttore Generale ENIT, le sue parole improntate sul fare cambiamento e sul divenire destinazione  da parte di un luogo, sono state determinanti. "Vincono le destinazioni in cui vi è un mix di cose vincenti, tante le variabili che influiscono, le destinazioni ideali sono quelle che soddisfano la maggior parte delle esigenze di tutti. Più del 50% delle cose deriva dal turismo, però nel turismo oggi bisogna cambiare e fare bene. Uno dei fattori fondamentali è l'accessibilità insieme alla sostenibilità, non è un caso che Europa 2020 parla e introduce i concetti di sostenibilità e creatività. Rilevante è l'impressione che una Destinazione da al turismo, esempio di Matera che oggi è al primo posto per sentiment, una testimonianza che le persone sono soddisfatte. La Basilicata oggi vive una fase di successo, un traguardo che va tutelato e mantenuto nel tempo. Questo è il suo momento dal punto di vista turistico
"Ovunque in Italia c'è tutto, ogni tipo di risorsa è spalmata sul territorio, tali risorse devono essere tutelate ed essere spinta di sviluppo per i territori, ed oggi Matera vive una situazione che ha avuto origine da un effetto mediatico per situazioni fortuite che hanno fatto si che comunque tale luogo oggi abbia tanto valore e risonanza. Oggi, il problema è "vendere l'Italia" (in questo bisogna migliorare), importante è pensare nell'ottica di saper vendere, costruire e vendere prodotti ad hoc. 
Turismo è emozione, una destinazione se non emoziona non avrà successo, raccontare l'Italia emozionando e  rispettando tutti". 
Questi i concetti più salienti di Gianni Bastianelli, ed io mi sento di aggiungere al suo ultimo pensiero che il racconto dell'Italia nel rispetto di tutti penso che debba proprio partire dai cambiamenti che in ambito turistico, di territorio e di risorse devono attuarsi.

L'evento ha avuto temi cruciali nell'ambito della crescita e dello sviluppo anche turistico, sono stati trattati gli itinerari religiosi come nuove progettualità del meridione, lo sport paralimpico come opportunità per il turismo, l'inclusione al livello multiculturale e l'accessibilità per tutti.
Un insieme di punti cardini fatti di diverse realtà interdisciplinari come nuovo orientamento allo sviluppo turistico delle località.
Un evento che penso a tutti abbia lasciato uno spunto importante, muoversi in futuro per il miglioramento qualitativo di servizi, strutture e luoghi al fine di permettere, un'inclusione, un'accoglienza e un'accessibilità universale.
M.Milione






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