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domenica 31 luglio 2016

Da dove nasce la voglia di esplorare, scoprire e viaggiare? Molto è legato al vissuto dell'infanzia e dell'adolescenza.

"Cammino A Passo Lento" Calabria;
Ph: M.Milione by Destination Blog Viaggi del Milione



"Da dove nasce la voglia di esplorare, scoprire e viaggiare? Molto è legato al vissuto dell'infanzia e dell'adolescenza". (cit. M.Milione)
Quale modo migliore di iniziare questo pezzo, se non con questa frase che fa anche da titolo al post. 

Sulle note di canzoni di Jamiroquai, in terrazzo con il sole e il paesaggio da cornice, vi scrivo cari amici lettori, delle origini innate in noi del voler tanto viaggiare e scoprire realtà nuove.

La mia considerazione è che molto di ciò che nella nostra vita viviamo e vediamo segna alcuni desideri a volte inconsci e a volte manifestati di voler sempre percorrere strade di scoperta e di mondi nuovi.
Ricordo molto bene la mia infanzia, che vi porto come esempio e testimonianza. 
Sin dai primi mesi, i miei occhi hanno visto colori accesi come il verde delle valli o il giallo secco dei campi di grano, le case padronali delle campagne calabresi, i fiori di campo, le violette, le more selvatiche.
Padroneggiavano nella mia infanzia i momenti seduti sui prati sotto gli alberi, che tanto piccola, a guardarli col naso all'insù, mi sembravano giganti, quasi sovrannaturali, però, nulla di tanta grandezza mi impressionava, anzi amavo così tanto quella quiete dei paesaggi, lo ricordo nonostante fossi molto piccola.
Ho il ricordo nitido degli animali, del grande cane bianco, dei recinti e della piccola chiesetta della zona. Trascorrevo in campagna a casa dei nonni le mie giornate, ero continuamente a contatto con la natura, quella stessa natura che oggi mi da sollievo allietandomi le giornate nel momento in cui la vivo, la respiro, la osservo.
E anche nell'adolescenza non mi sono fatta mancare tanto di giornate fuori casa, in mezzo alle strade del paese, nelle campagne o al mare. Eravamo un gruppo di amiche, oggi descrivo quei momenti come delle gite continue nelle nostre zone, anche il luogo non vissuto e sconosciuto in un angolo della natura o delle campagne da noi veniva scovato, lo raggiungevamo con i motorini e una volta lì si sostava a ridere, chiacchierare e gioire nutrendoci di quei colori circostanti.
Questa mattina ho pubblicato un post su facebook, con una foto che ritrae me e le mie amiche dell'adolescenza, ve lo riporto qui per farvi capire maggiormente quel modo di vivere che ha tanto condizionato le nostre vite e i nostri desideri.


Francy, Viviana e Francesca


"Penso che poche come noi siano nate così tanto libere e abbiano vissuto così tanto godendo di cose, persone e luoghi circostanti. Abbiamo respirato a pieni polmoni l'aria della nostra terra, questa ci ha nutrite di un senso di forza, sensibilità e calore insoliti.
Cercavamo e cerchiamo ancora oggi il contatto continuo con la natura e con l'ambiente...
E a me personalmente le 4 mura soprattutto nelle giornate di sole mi fanno mancare l'aria, l'origine di ció sta proprio nel modo in cui ho vissuto la mia adolescenza con le mie amiche...
Sorridenti, libere e pronte a mangiarsi il mondo..." (dal post su facebook)

Eccoci insieme, gli anni dell'adolescenza per noi erano un continuo rigenerarci di momenti in compagnia e all'aria aperta, non rinunciavamo alle strade del borgo, alle uscite giornaliere a perlustrare l'immensità delle campagne, i nostri sguardi erano sempre orientati verso i paesaggi della zona che poi ai piedi del Monte Pollino hanno un colore che è tutto un "che dire.."  racconto e poesia a cielo aperto.

Bene, tutto questo cogliere pienamente sia nell'infanzia che nell'adolescenza, la natura e tutto ciò che si vede fuori dalla finestra ritengo, abbia molto condizionato la nostra età matura.

Penso che quella voglia irrefrenabile di scandagliare panorami e paesaggi nasca da ciò che i nostri occhi hanno visto da piccoli, ricerchiamo quei colori e momenti di contemplazione che saziavano le nostre giornate. 
Il viaggio è soprattutto questo, appagare un desiderio, con quell'essere a volte  in estatica ammirazione di quel che il mondo attorno offre, monti, valli, mari, borghi.
Un modo di vivere le realtà che supera i sensi, quasi a raggiungere l'estasi e particolari stati di quiete. Questo stato psicologico e anche naturale che il nostro essere raggiunge quando si è più piccoli  è l'origine del nostro voler esplorare e conoscere continuamente.
"La conoscenza e l'esplorazione sono l'evoluzione di ogni mente e il rifugio sereno di ogni animo".(M.Milione)

Quindi, "non smettete mai di osservare la natura, facendolo essa vi nutrirà e vi offrirà in dono il senso di pieno che a volte manca, essa vi porterà verso strade nuove che vi permetteranno di conoscere altre culture e altre storie". (M.Milione)


Alle mie amiche di infanzia e dell'adolescenza
M.Milione





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