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venerdì 25 marzo 2016

La PASQUA IN CALABRIA: Arte e tradizione.



LA PASQUA IN CALABRIA

Calabria: terra di tradizione, cultura, e paesaggi. 
Suggestiva in ogni suo angolo si presenta luminosa dai colori accesi e sfumati. 
Questa è la Calabria... Un dipinto (MF Milione)




Un dipinto di colori, unico in ogni sua sfumatura, odori e sapori mediterranei, questa è la Calabria.
Terra di storie millenarie e culture diverse. Le tante dominazioni passate hanno lasciato un segno e una traccia della loro presenza nelle tradizioni, negli usi, nella lingua e nei culti.
Scegliere la Calabria, per una vacanza nel periodo pasquale vuol dire scoprirne angoli e soprattutto tradizioni locali.
Il periodo pasquale in Calabria, si caratterizza per le innumerevoli manifestazioni religiose che si hanno in ogni borgo in occasione della Settimana Santa.
Ogni paese ha una sua caratteristica particolare di celebrazione della Pasqua, con radici profonde determinate dall'intrecciarsi di culture e tradizioni che si sono susseguite sul territorio.
Tutto i borghi calabresi celebrano il momento con manifestazioni quali, veglie di preghiera, la Via Crucis, benedizione dei sepolcri, e infine momenti di festa ricchi di prodotti e cibi tipici della Pasqua calabrese.
La Pasqua in Calabria per il popolo del luogo ma anche per i turisti diviene occasione per conoscere l'anima più profonda di questa terra.


La Regione Calabria, porta avanti il progetto Itinerari religiosi, attraverso il quale nei percorsi che promuove si denota la voglia di far scoprire ai visitatori il patrimonio artistico, storico, culturale di questa affascinante zona meridionale dell'Italia.
Arte e tradizione connotano gli itinerari proposti: La Riviera dei Gelsomini e la Riviera dei Cedri.

Lungo la Riviera dei Gelsomini, da Nord verso Sud, uno dei primi Borghi che si incontra è quello di Monasterace , situato su un’altura a 3 km dal mare. La parola Monasterace deriva dal greco e significa "piccolo monastero". Qui ogni giorno della settimana santa è caratterizzato da una particolare celebrazione ricca di devozione. Il giovedì santo si celebra l'ultima cena presso la chiesa matrice di Monasterace Superiore: messa incoena domini, lavanda dei piedi per finire con la veglia di Cristo all'orto. La sera del venerdì santo processione per le vie del paese con Maria addolorata, San Giovanni e il cristo morto. La mattina del sabato santo  propone la processione per le vie del paese con Maria addolorata e San Giovanni. Infine la domenica di Pasqua, come da tradizione, la cunfrunti, che consiste nell'incontro tra Cristo risorto con sua madre Maria.
Altra località nota per la particolare manifestazione del rito pasquale è il Comune di Bivongi, importante centro di storia e cultura bizantina in cui è ancora vivo il culto ortodosso. Un altra dimensione ricca di riti tutti da svelare a cui si può assistere durante la Pasqua. Si dice che il Monastero di San Giovanni Therestis sorga nel luogo in cui sgorgò una fonte sacra, grazie al santo che qui visse nel XI secolo.
Da visitare inoltre nell' entroterra collinare sono i borghi medievali di Stilo, Caulonia e Gerace
Ogni anno Caulonia diventa scenario di una spettacolare ed emozionante interpretazione della settimana santa. Dalla domenica delle Palme alla Pasqua di Resurrezione i riti liturgici della cristianità si mischiano alle tradizioni popolari. La settimana santa si apre con la cosiddetta "Bussata", quando i credenti si recano davanti all'ingresso della chiesa Matrice per essere accolti in preghiera nel luogo sacro e adorare Gesù Sacramento. Tra il mercoledì e il giovedì santo  i cortei delle due confraternite del villaggio, con fiaccole e intonando canti, percorrono il perimetro della chiesa per ritrovarsi poi al suo interno.   Dopo la lavanda dei piedi si visitano i "Sepolcri",  reinventati artisticamente anno dopo anno da artisti locali. Le scene liturgiche della Passione di sabato vedono protagonista l'attesa processione del "Caracolu" durante la quale si inscena una suggestiva  sorta di danza con otto statue portate per le strade del paese che raggiunta la piazza principale si chiudono in una spirale. La domenica di resurrezione, invece, viene raccontata attraverso la statua di San Giovanni e della Madonna, entrambe nascoste in punti diversi, la "Svelata" nella piazza del paese dove fedeli e curiosi si raccolgono per assistervi. Caulonia riesce a dare un'interpretazione dei festeggiamenti pasquali a metà strada tra rappresentazione teatrale, antiche usanze e rituale religioso.

Riguardo la Riviera dei Cedri, qui, sono diffusi i riti pasquali della cosiddetta “Affruntata” (Affrontata), che consiste nel portare in solenne processione le statue di Gesù, di San Giovanni e della Madonna, quest’ultima coperta da un velo nero in segno di lutto. A Bagnara Calabra le tre statue sfilano seguendo percorsi diversi, per poi incrociarsi in alcuni momenti chiave dell'evento. Le prime ad incrociarsi sono quelle della Madonna e di San Giovanni, tappa che rappresenta l'annunzio della notizia della resurrezione. Le due statue poi vanno incontro alla statua del Risorto, ed è in questo momento che avviene l'affruntata vera e propria. Il termine indica precisamente l'incontro della Madonna col figlio, quello in cui le due statue si incrociano trovandosi lungo il cammino l'una di fonte all'altro sulla stessa strada.
L’Affruntata trova espressione anche a Reggio Calabria, dove le statue vengono avvicinate e riallontanate più volte al fine di riprodurre l’episodio dell’annuncio della Resurrezione di Cristo, comunicata dall’apostolo Giovanni a Maria che con lui si precipitò al sepolcro. Questi movimenti, piuttosto semplici, sono provati a lungo nei giorni precedenti per far sì che tutto proceda per il meglio: a complicare le cose c’è però la diffusa usanza di velocizzare i movimenti ad ogni ripetizione. Le statue sono piuttosto pesanti e la ressa tutta attorno non rende agevoli gli spostamenti, specie se repentini:  se qualcosa va storto, ciò sarà interpretato dalla cittadinanza come un cattivo presagio.  

Non si può parlare di riti pasquali in Calabria senza ricordare i Vattienti di Nocera Terinese. Ogni anno in questo paese al confine tra le province di Cosenza e di Catanzaro, a pochi chilometri dalla costa tirrenica, la sera del Venerdì Santo e il Sabato Santo si svolge  il rito dei Vattienti. Questa impressionante pratica trae la sua origine dall’autoflagellazione, diffusa a partire dal Medioevo, con la funzione di penitenza e di espiazione dei peccati.  Rito estremamente drammatico, all’inizio l’autoflagellazione fu praticata dai monaci soltanto all’interno dei conventi, ora vede protagonisti dei fedeli paricolarmente motivati che corrono in giro per il paese coperti di ferite che si sono auto inferte.
                           
Ma la Pasqua in Calabria è senz'altro rinomata per la varietà infinita di prelibatezze che offre in questo periodo la cucina. Vero simbolo dell’antica cucina catanzarese.  Preparato con le interiora, fegato cuore reni dell'agnello,   il morzello con la pitta è uno dei piatti tradizionali più importanti della gastronomia calabrese.

La grande varietà di dolci di questa regione ha spesso un significato rituale legato alle feste dei Patroni e a quelle popolari. Ad esempio i mostaccioli, antichi biscotti di origine greca a base di miele,  in passato offerti come un mezzo di saluto, sono ancora preparati nelle  forme legate alla vita rurale come a forma di “cavallo”, “pesce”, “capra”, “gallo” . E ancora i "Cuculi" rappresentano nella forma il corpo di Cristo avvolto nel sudario.  Gli antichi dolci della tradizione calabrese vengono spesso  fatti con dolcificanti naturali quali il miele, lo sciroppo di fichi, il mosto.  I “Ciciriati”, che appartengono alla tradizione arbereshe e il “Cuzzupe”  è parte fondamentale delle tradizioni pasquali calabresi, e il numero delle uova che contiene ha un significato ben preciso, perchè secondo la tradizione la suocera la regala al genero e se mette 7 uova vuol dire che dal fidanzamento si è prossimi al matrimonio. 

(Un ringraziamento all'ufficio stampa di AbComunicazioni).



Se vi affascina la scoperta delle tradizioni e degli usi di questo popolo, proponiamo soluzioni di soggiorno nel periodo di Pasqua e durante tutto l'anno.
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